Ma io non sono una fanatica dello stile shabby chic (ne sono solo segretamente innamorata), è solo per fare compagnia alle sedie, che ho deciso di affiancare loro una piccola credenza esteticamente affine. Così ho fatto costruire dal mio falegname del cuore (autore anche dello specchio) un mobiletto semplice, funzionale, ricavato da legno di recupero e utilissimo per sbarazzarmi di quel "tutto a vista" tanto affascinante quanto impossibile da pulire. Le ante del mobiletto riportavano delle tracce di vernice bianca che a me piaceva molto, ma passandoci sopra non so quale sostanza, il colore è virato al beige/verdolino. Così ci siamo ritrovati in casa una piccola credenza aliena (alla quale mancano ancora i pomelli), che davvero poco si integra con i colori del resto del mobilio (per non parlare dello stile), che mio marito guarda di traverso, per non dire in cagnesco. Ce la siamo tenuti in casa per due giorni, l'abbiamo osservata perplessi (anche io non ero tanto convinta), ci abbiamo riflettuto, e stavamo per rimandarla indietro al falegname per un intervento radicale ma poi, a furia di guardarla ci siamo abituati alla sua presenza.
Forse anche merito di qualche oggetto che ho pensato di metterle intorno, una bella lampada effetto craquelé, un mazzolino di ranuncoli, un vaso dello stesso controverso colore (ho scoperto di possedere altri oggetti dello stesso colore, e io che pensavo non esistesse in natura!) ho iniziato a guardarla con interesse scientifico prima, e con gli occhi dell'amore, dopo. Quando persino mio marito ha iniziato a dire che sembrava più grigia e meno verde (quando diceva verde faceva una smorfia terribile), la decisione era presa. La piccola credenza aliena è diventata un nuovo membro della famiglia, e nel giro di 48 ore, si è perfettamente integrata. Mi chiedo solo cosa ne avrebbe da dire la testa africana, se solo potesse parlare!
A bientôt








































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