Nicoletta, la mia arzilla nonna materna, mi ha fatto un regalo inatteso e meraviglioso:
un nuovo ferro da stiro con caldaia, che ha sostituito il mio vecchio terribile marchingegno.
E' come essere passati da un'Ape ad una Porsche, l'ebrezza della velocità mi ha dato alla testa.
E' come essere passati da un'Ape ad una Porsche, l'ebrezza della velocità mi ha dato alla testa.
Capisco che possa sembrare anacronistico, l'elogio di un ferro da stiro ai giorni nostri, fa un po' casalinga anni 50. E infatti mio marito mi guarda in estasi, pensando a quante altre attività vintage mi vorrò dedicare dopo questa. Gli leggo negli occhi languidi la speranza di vedermi riattaccare bottoni alle camicie e impastare fettuccine all'uovo (ma questa è una pia illusione, e in cuor suo lo sa)...
Questo regalo mi ha risvegliato un piacere che avevo perduto, quello di stirare.
Erano anni che non lo facevo, pensavo fosse una perdita di tempo, una cosa noiosa da delegare ad altri. Ma sono due giorni che mi dedico a quest'attività, e mi piace. Mi ritaglio del tempo prezioso ed è tempo speso bene, penso. Perché è come se stirare rallentasse i ritmi e la pressione, mi rilassa, e i pensieri scorrono fluidi nella testa, senza fretta e senza ansia. Certe cose, potendo, bisognerebbe farsele da soli, perché fa bene farle e danno soddisfazione. Ma voi stirate, vi piace farlo? No, eh...?!
| All photos by BiancoAntico |
Grazie, nonna.
A bientôt









